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Ore 18:00 - De Umbris Idearum

Da Giordano Bruno

Riflessioni sull'opera di Alessandro Kokocinski

Ore 21:00 - Omaggio ad Astor Piazzolla

M.o Hugo Aisemberg

Venerdì 15 Luglio 2011, p.zza San Lorenzo, Sezze (LT)

Hugo Aisemberg racconta il suo Piazzolla

Conversazione musicale

Domenica 17 aprile ore 17 Auditorium Istituto Musicale Achille Peri

MUSICALIDAD Associazione Barrio de Tango 6° edizione 2011 Reggio Emilia

"Nostalgia del Presente"

Recital di poesia , musica , canto e immagini

Testi di Jorge Luis Borges , musica di Astor Piazzolla

Venerdì 1 aprile ore 20,30 Teatro Rossini Lugo Opera Festival

www.teatrorossini.it/eventi

Tangos de ayer y de hoy

Tanghi di ieri e di oggi

Gruppo strumentale NOVITANGO

Artista invitato : Ruben Peloni , cantor

Uno spettacolo di Tango con musica, canto e danza. La "Milonga popular" intesa come locale tipico dove si balla aggiungerà colore alla serata coinvolgendo ballerini appartenenti a diverse Accademie del Tango.

Sabato 30 aprile ore 20,30 Sala Polivalente Palazzo Bellini di Comacchio Stagione Teatrale 2010/2011

Teatro Comunale di Ferrara

EL TANGO

Omaggio alla cultura argentina

RESTO DEL CARLINO FERRARA SPETTACOLI CULTURA

La recensione

di Monica Pavani

"EL TANGO": UN CORRIDOI DI EROI ROMANTICI

venerdì 28 gennaio 2011

In una prefazione a una sua raccolta di poesie, il grande Jorge Luis Borges afferma che nel modesto caso delle sue milonghe, il lettore deve supplire alla musica assente con l'immagine di un uomo assente. Ascoltando il concerto EL TANGO, tenutosi al Comunale mercoledì, era evidente che era una intera folla di uomini assenti ad essere contenuta nei testi del grande poeta argentino che poi furono musicati da Astor Piazzolla. Questo voleva restituirci il Gruppo NOVITANGO, la formazione fondata dal pianista argentino e ferrarese d'adozione Hugo Aisemberg, e questo ci ha restituito soprattutto grazie alla formazione allargata che comprendeva non solo Peter Reil al bandoneon, Saul Aisemberg alle percussioni e Ruben Peloni (canto e voce recitante), ma anche l'attore ferrarese Marco Sgarbi, cui spettava il difficile compito di dare voce italiana e non musicata a tutta la "mitologia di pugnali" che nelle parole del poeta "lentamente s'annulla nell'oblio". Uomini dal carattere forte e dal cuore fragile, che s'impongono e poi svaniscono dalle strade di Buenos Aires lasciando un soffio di malinconica nostalgia, oltre a una strana, eterna memoria che pare coincidere con l'oblio. Il cuore del Tango batte al ritmo di una frenesia che non consuma ma ravviva, e lentamente occorre avvicinarci a quel fuoco. Il concerto ha pulsato sempre più vigoroso man mano che a un pezzo se seguiva un altro, e poco alla volta si esauriva il lungo corridoio di eroi agguerriti e romantici. L'intervento del bandoneon nella seconda parte del programma ha portato il cuore della musica al suo centro. L'energia dei brani ha lentamente virato verso l'elegia, degnamente conclusa con una poesia scritta da Horacio Ferrer alla morte del Magico Piazzolla e interpretata dal cantante . Impossibile di questa, offrirne la traduzione italiana, perché Ferrer ha inventato una lingua tutta sua. Tuttavia anche sentirla così, immersa nel suo idioma, trasmette tutto quello che conta: la passione viva per chi muore.

Articolo su IL RESTO DEL CARLINO, Martedì 6 Luglio 2010

di Isabella Cattania

CULTURA E SPETTACOLI - IL PERSONAGGIO

"Il Maestro Hugo Aisemberg diventa Ferrarese "

Vi farò conoscere il "vero" Tango

Il musicista argentino, dopo anni a Pesaro, ha scelto di vivere nella nostra città

"NON SEMPRE i grandi amori nascono da un colpo di fulmine. E' così è stato per Hugo Aisemberg e Ferrara.
Il primo incontro tra il musicista argentino, all'epoca pesarese d'adozione, e la nostra città risale alla notte di San Silvestro in cui si diede l'addio al vecchio millennio o, se preferite, il benvenuto al nuovo.
Era infatto il 31 dicembre 1999 quando il Mestro, famoso nel mondo per essere stato il primo (per l'esattezza l'11 agosto 1966, a Buenos Aires) a far entrare il tango nel repertorio classico, fu chiamato al Comunale per un concerto da tenere insieme al suo sestetto di allora, il Novitango 6.
"Faceva moltro freddo - ricorda Aisemberg - e finito lo spettacolo non pensammo ad altro che a ritronare a casa".
Ma Ferrara era nel suo destino deciso, questa volta, a ripresentarsi sotto forma di un recital nella sala Estense accompagnato da un meteo molto più clemente rispetto a quella ormai lontana notte di San Silvestro e tale quindi da invogliare ad una passeggiata. "
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Teatro Comunale di Ferrara

EL TANGO

Omaggio alla cultura argentina

RESTO DEL CARLINO FERRARA SPETTACOLI CULTURA

La recensione

di Monica Pavani

"EL TANGO": UN CORRIDOI DI EROI ROMANTICI

venerdì 28 gennaio 2011

In una prefazione a una sua raccolta di poesie, il grande Jorge Luis Borges afferma che nel modesto caso delle sue milonghe, il lettore deve supplire alla musica assente con l'immagine di un uomo assente. Ascoltando il concerto EL TANGO, tenutosi al Comunale mercoledì, era evidente che era una intera folla di uomini assenti ad essere contenuta nei testi del grande poeta argentino che poi furono musicati da Astor Piazzolla. Questo voleva restituirci il Gruppo NOVITANGO, la formazione fondata dal pianista argentino e ferrarese d'adozione Hugo Aisemberg, e questo ci ha restituito soprattutto grazie alla formazione allargata che comprendeva non solo Peter Reil al bandoneon, Saul Aisemberg alle percussioni e Ruben Peloni (canto e voce recitante), ma anche l'attore ferrarese Marco Sgarbi, cui spettava il difficile compito di dare voce italiana e non musicata a tutta la "mitologia di pugnali" che nelle parole del poeta "lentamente s'annulla nell'oblio". Uomini dal carattere forte e dal cuore fragile, che s'impongono e poi svaniscono dalle strade di Buenos Aires lasciando un soffio di malinconica nostalgia, oltre a una strana, eterna memoria che pare coincidere con l'oblio. Il cuore del Tango batte al ritmo di una frenesia che non consuma ma ravviva, e lentamente occorre avvicinarci a quel fuoco. Il concerto ha pulsato sempre più vigoroso man mano che a un pezzo se seguiva un altro, e poco alla volta si esauriva il lungo corridoio di eroi agguerriti e romantici. L'intervento del bandoneon nella seconda parte del programma ha portato il cuore della musica al suo centro. L'energia dei brani ha lentamente virato verso l'elegia, degnamente conclusa con una poesia scritta da Horacio Ferrer alla morte del Magico Piazzolla e interpretata dal cantante . Impossibile di questa, offrirne la traduzione italiana, perché Ferrer ha inventato una lingua tutta sua. Tuttavia anche sentirla così, immersa nel suo idioma, trasmette tutto quello che conta: la passione viva per chi muore.

Articolo su IL RESTO DEL CARLINO, Martedì 6 Luglio 2010

di Isabella Cattania

CULTURA E SPETTACOLI - IL PERSONAGGIO

"Il Maestro Hugo Aisemberg diventa Ferrarese "

Vi farò conoscere il "vero" Tango

Il musicista argentino, dopo anni a Pesaro, ha scelto di vivere nella nostra città

"NON SEMPRE i grandi amori nascono da un colpo di fulmine. E' così è stato per Hugo Aisemberg e Ferrara.
Il primo incontro tra il musicista argentino, all'epoca pesarese d'adozione, e la nostra città risale alla notte di San Silvestro in cui si diede l'addio al vecchio millennio o, se preferite, il benvenuto al nuovo.
Era infatto il 31 dicembre 1999 quando il Mestro, famoso nel mondo per essere stato il primo (per l'esattezza l'11 agosto 1966, a Buenos Aires) a far entrare il tango nel repertorio classico, fu chiamato al Comunale per un concerto da tenere insieme al suo sestetto di allora, il Novitango 6.
"Faceva moltro freddo - ricorda Aisemberg - e finito lo spettacolo non pensammo ad altro che a ritronare a casa".
Ma Ferrara era nel suo destino deciso, questa volta, a ripresentarsi sotto forma di un recital nella sala Estense accompagnato da un meteo molto più clemente rispetto a quella ormai lontana notte di San Silvestro e tale quindi da invogliare ad una passeggiata. "
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Aisemberg con figli e «figliocci» saluta i pesaresi con il suo tango

Il concerto d’addio, dopo 32 anni in città, nel segno di Astor Piazzolla

Dopo l’estate Rossiniana, il Teatro Rossini ha riaperto i battenti per un concerto particolare, vivido di sentimenti umanissimi di gratitudine, di ammirazione, di amicizia e di tenerissima malinconia, come lo sono sempre tutti i saluti e i distacchi dalle persone che hanno saputo segnare con la loro intelligenza, i loro talenti e il loro cuore, la vita di ciascuno e quella della città. Il Maestro Hugo Aisemberg, argentino di nascita e di formazione, dopo 32 anni di permanenza attiva a Pesaro come musicista, insegnante di pianoforte principale al Conservatorio Rossini, solista e divulgatore appassionato di musica e cultura argentina, se ne va dalla città. Più di un addio, un arrivederci affettuoso e carico di emozioni, nella consapevolezza della sua signorile misura, della umanissima vicinanza ai suoi allievi, del rigore della formazione offerta e della capacità rara e generosa di coltivare e mantenere amicizie sincere e tenaci. PESARO deve a lui la scoperta e l’immediata adesione alle musiche di Astor Piazzolla, al suo carattere sfrontato, temerario, baldanzoso, ma anche disperato, ma linconico e lacerato, innestato dalla competenza di Hugo: siamo con tutte le tecniche colte della andati ad ascoltare col fervore dei elaborazione musicale su un timneofiti tutti i concerti, gli incontri bro di intimismo colto ed euroe le conferenze che Hugo organizpeo di stampo cameristico. Abbiazava con ardore e fantasia nei giarmo amato subito Piazzolla, travoldini, nei cortili dei palazzi del centi e trascinati dall’entusiasmo e tro, nelle associazioni culturali proponendo anche alle amministrazioni locali, spesso diffidenti, un repertorio musicale eccitante e nuovo fra tango, jazz e folclore ben lontano dal melodramma di casa nostra - che il genio di Piazzolla, col suo struggente bandoneon, aveva trasformato in classico. SUL PALCOSCENICO del «Rossini», per un programma nuovo ed esaltante, assieme a Hugo Aisemberg, quattro dei suoi sei figli, Juan Lucas viola, Irene pianoforte, Aloisa violino e Saul alle percussioni, assieme a Roberto Cima violoncello, quasi un altro figliolo per il gran numero d’intense ed entusiasmanti collaborazioni di successo, e alle due «new entry» Viktoria Borissova violino e Carlo Pucci contrabbasso, già perfettamente integrati in questo gruppo strumentale a formazione variabile che ha saputo proporre, ancora una volta, fra un delirio di applausi prolungati, il tango argentino, con le lacerazioni, le malinconie e il rimpianto mai disgiunti dallo struggimento, dalla sensualità e dalla passione. Due ballerini di tango, non presenti nel programma di sala, si sono inseriti, come in sogno, nel corso del programma: una sorpresa, una metafora, un’immagine per rendere più commoventi e caldi i saluti.


da "Il Resto del Carlino - Pesaro" 1 Ottobre 2009


da Giornale RESTO DEL CARLINO, Sabato 9 Maggio 2009

Articolo di Paolo Angeletti

CULTURA E SPETTACOLI MARCHE

"Trionfale Tournèe del Gruppo diretto da Hugo Aisemberg"
NOVITANGO CONQUISTA IL SUDAMERICA
ENTUSIASMO Applauditi concerti in Argentina e in Uruguay

da Giornale PLANETA Latinoamèrica, Maggio 2008

Intervista di Elena B. Llorente Ruiz

"HUGO AISEMBERG, TRA MOZART E PIAZZOLLA"

"Il Tango è entrato nella mia vita provocando una emozione uguale a quella della musica classica e nel quale ho scoperto valori universali."

Aisemberg ha conosciuto Astor Piazzolla a Buenos Aires nel 1968.
Il compositore lo invitò a casa sua quando venne a sapere che suonava la sua musica nelle sale da concerto, cosa piuttosto strana a quei tempi.
"Pensai che mi volesse chiedere di suonare al pianoforte alcuni dei suoi tanghi, così ne preparai alcuni, ma no, mi chiese di suonargli un opera di Chopin" ricorda.

"Per me le musiche di Osvaldo Pugliese e di Astor Piazzolla sono il vero linguaggio del Tango. C’è un tocco di vita e di morte, c’è una forza
naturale in loro che mi commuove".

© Associazione Culturale Astor Piazzolla di Pesaro, 2006-2007 - informazioni