|
Aisemberg con figli e «figliocci» saluta i pesaresi con il suo tangoIl concerto d’addio, dopo 32 anni in città, nel segno di Astor PiazzollaDopo l’estate Rossiniana, il Teatro Rossini ha riaperto i battenti per un concerto particolare, vivido di sentimenti umanissimi di gratitudine, di ammirazione, di amicizia e di tenerissima malinconia, come lo sono sempre tutti i saluti e i distacchi dalle persone che hanno saputo segnare con la loro intelligenza, i loro talenti e il loro cuore, la vita di ciascuno e quella della città. Il Maestro Hugo Aisemberg, argentino di nascita e di formazione, dopo 32 anni di permanenza attiva a Pesaro come musicista, insegnante di pianoforte principale al Conservatorio Rossini, solista e divulgatore appassionato di musica e cultura argentina, se ne va dalla città. Più di un addio, un arrivederci affettuoso e carico di emozioni, nella consapevolezza della sua signorile misura, della umanissima vicinanza ai suoi allievi, del rigore della formazione offerta e della capacità rara e generosa di coltivare e mantenere amicizie sincere e tenaci. PESARO deve a lui la scoperta e l’immediata adesione alle musiche di Astor Piazzolla, al suo carattere sfrontato, temerario, baldanzoso, ma anche disperato, ma linconico e lacerato, innestato dalla competenza di Hugo: siamo con tutte le tecniche colte della andati ad ascoltare col fervore dei elaborazione musicale su un timneofiti tutti i concerti, gli incontri bro di intimismo colto ed euroe le conferenze che Hugo organizpeo di stampo cameristico. Abbiazava con ardore e fantasia nei giarmo amato subito Piazzolla, travoldini, nei cortili dei palazzi del centi e trascinati dall’entusiasmo e tro, nelle associazioni culturali proponendo anche alle amministrazioni locali, spesso diffidenti, un repertorio musicale eccitante e nuovo fra tango, jazz e folclore ben lontano dal melodramma di casa nostra - che il genio di Piazzolla, col suo struggente bandoneon, aveva trasformato in classico. SUL PALCOSCENICO del «Rossini», per un programma nuovo ed esaltante, assieme a Hugo Aisemberg, quattro dei suoi sei figli, Juan Lucas viola, Irene pianoforte, Aloisa violino e Saul alle percussioni, assieme a Roberto Cima violoncello, quasi un altro figliolo per il gran numero d’intense ed entusiasmanti collaborazioni di successo, e alle due «new entry» Viktoria Borissova violino e Carlo Pucci contrabbasso, già perfettamente integrati in questo gruppo strumentale a formazione variabile che ha saputo proporre, ancora una volta, fra un delirio di applausi prolungati, il tango argentino, con le lacerazioni, le malinconie e il rimpianto mai disgiunti dallo struggimento, dalla sensualità e dalla passione. Due ballerini di tango, non presenti nel programma di sala, si sono inseriti, come in sogno, nel corso del programma: una sorpresa, una metafora, un’immagine per rendere più commoventi e caldi i saluti.
da "Il Resto del Carlino - Pesaro" 1 Ottobre 2009
da Giornale RESTO DEL CARLINO, Sabato 9 Maggio 2009Articolo di Paolo AngelettiCULTURA E SPETTACOLI MARCHE "Trionfale Tournèe del Gruppo diretto da Hugo Aisemberg" da Giornale PLANETA Latinoamèrica, Maggio 2008Intervista di Elena B. Llorente Ruiz"HUGO AISEMBERG, TRA MOZART E PIAZZOLLA" "Il Tango è entrato nella mia vita provocando una emozione uguale a quella della musica classica e nel quale ho scoperto valori universali." Aisemberg ha conosciuto Astor Piazzolla a Buenos Aires nel 1968. "Per me le musiche di Osvaldo Pugliese e di Astor Piazzolla sono il vero linguaggio del Tango. C’è un tocco di vita e di morte, c’è una forza © Associazione Culturale Astor Piazzolla di Pesaro, 2006-2007 - informazioni |